SCUOLA DELLA PAROLA

SCUOLA DELLA PAROLA

L’incontro è aperto a tutti.

Esso è offerto come una catechesi per adulti.

Dopo la preghiera iniziale, il parroco don Giulio legge e commenta il Vangelo di Luca.

Segue un po’ di silenzio per l’interiorizzazione personale e quindi c’è spazio per una condivisione o un approfondimento della pagina del Vangelo.

La Scuola della Parola continuerà a Mezzocorona dal 7 novembre, ogni lunedì ad ore 20.00, nella sala a piano terra della canonica (entrata dal cancello) sul Vangelo di Luca, riprendendo dal capitolo 7, versetti 18-35.
“Perché i fedeli maturino nel loro cuore, ascoltando le letture divine, un soave e vivo amore per la Sacra Scrittura, è necessario che i lettori incaricati di tale ufficio, anche se non ne hanno ricevuta l’istituzione, siano veramente idonei e preparati con impegno. Questa preparazione deve essere soprattutto spirituale; ma è anche necessaria quella propriamente tecnica. La preparazione spirituale suppone almeno una duplice formazione: quella biblica e quella liturgica. La formazione biblica deve portare i lettori a saper inquadrare le letture nel loro contesto e a cogliere il centro dell’annunzio rivelato alla luce della fede. La formazione liturgica deve comunicare ai lettori una certa facilità nel percepire il senso e la struttura della liturgia della parola e le motivazioni del rapporto tra liturgia della parola e liturgia eucaristica. La preparazione tecnica deve rendere i lettori sempre più idonei all’arte di leggere in pubblico, sia a voce libera, sia con l’aiuto dei moderni strumenti di amplificazione” (OLM 55).

“A quarant’anni dal Concilio, l’Anno dell’Eucaristia può costituire un’importante occasione perché le comunità cristiane facciano una verifica su questo punto. Non basta, infatti, che i brani biblici siano proclamati in una lingua comprensibile, se la proclamazione non avviene con quella cura, quella preparazione previa, quell’ascolto devoto, quel silenzio meditativo, che sono necessari perché la parola di Dio tocchi la vita e la illumini” (San Giovanni Paolo II, Lettera Mane nobiscum, Domine del 07.10.2004, n. 13).

“Già nell’Assemblea sinodale sull’Eucaristia era stata chiesta una maggior cura della proclamazione della parola di Dio. Come è noto, mentre il Vangelo è proclamato dal sacerdote o dal diacono, la prima e la seconda lettura nella tradizione latina vengono proclamate dal lettore incaricato, uomo o donna. Vorrei qui farmi voce dei Padri sinodali che anche in questa circostanza hanno sottolineato la necessità di curare con una formazione adeguata l’esercizio del munus di lettore nella celebrazione liturgica ed in modo particolare il ministero del lettorato, che, come tale, nel rito latino, è ministero laicale. È necessario che i lettori incaricati di tale ufficio, anche se non ne avessero ricevuta l’istituzione, siano veramente idonei e preparati con impegno. Tale preparazione deve essere sia biblica e liturgica, che tecnica.” (Benedetto XVI, Esortazione Postsinodale Verbum Domini sulla parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa del 30.09.2010, n. 58).

“Si richiede la dignità dell’ambone e l’uso del Lezionario, la disponibilità di buoni lettori e salmisti. Ma bisogna cercare dei buoni lettori! Quelli che sappiano leggere, non quelli che leggono storpiando le parole e non si capisce nulla. È così. Buoni lettori. Si devono preparare e fare la prova prima della Messa per leggere bene. E questo crea un clima di silenzio ricettivo” (Papa Francesco all’Udienza Generale del 31 gennaio 2018).